Si stà svolgendo in questi giorni a Lascari l'ennesima manifestazione - vetrina per il nostro artigianato siciliano. Anche quest'anno il pubblico stà dimostrando interesse per questa manifestazione che si può fregiare di un'ottima organizzazione e che dà la possibilità di far conoscere i propri lavori a chi ha fatto dell'arte o artigianato la sua principale passione. Molto aprezzati, inoltre, gli ottimi prodotti locali che molti produttori fanno degustare ai visitatori. La manifestazione offre anche dei momenti di svago in piazza con concerti ed altri momenti musicali.
Il presidente del Consiglio chiude le polemiche sul partito del sud ("e' solo una rappresentazione della stampa") annuncia il suo "new deal" per il Mezzogiorno, ma, in un'intervista al 'Mattino' non scorda le richieste della Lega e apre all'ipotesi di agganciare i salari al costo della vita, in altri termini, le gabbie salariali. Esulta il Carroccio che da tempo porta avanti questa battaglia. Rilanciata anche ieri sera da Pontida da Bossi in persona che ha sottolineato che "la vita al nord e' piu' cara che al sud" e dunque "quest'estate la Lega si battera' per i salari legati al costo della vita: abbiamo preso il federalismo e ora e' questa la battaglia che vogliamo fare".
La maggioranza incassa le rassicurazioni del premier sul Mezzogiorno, mentre l'opposizione va all'attacco sulle 'gabbie'. Le aperture del capo del governo su questo tema, e' il ritornello nel centrosinistra, significano una cosa sola: sono Bossi e i suoi ad avere il bastone del comando nel governo. L'intervista di Berlusconi e' comunque improntata a rassicurare tutti gli alleati. E dunque, c'e' la conferma di un piano decennale per la crescita del meridione comprensivo anche di una Agenzia per il sud che sara' da lui presieduta (niente a che vedere, pero' con la Cassa del Mezzogiorno). E poi c'e' la proposta sui salari che piace alla Lega. "Quanto alle gabbie salariali - dice Berlusconi - tutti condividono l'esigenza di rapportare retribuzione e costo della vita al territorio. Legare i salari ai diversi livelli del costo della vita fra sud e nord risponde a criteri di razionalita' economica e giustizia".
Non si tratta di 'gabbie salariali', avverte pero' il ministro dell'Attuazione del Programma Gianfranco Rotondi, ma di forme di contrattazione regionale. Non ci sara' nessun intervento dall'alto, specifica anche il ministro per i Rapporti con le Regioni Raffaele Fitto e si tratta di applicare "forme di contrattazione locale" gia' previste dagli accordi contrattuali siglati da Cisl e Uil. Ma tant'e'. La Lega esulta. "Il premier - ragiona il ministro della Semplificazione Roberto Calderoli che ne giorni scorsi era tornato su questo tema non senza creare qualche tensione nella maggioranza - profitta con intelligenza della fucina di idee che la Lega mette in campo e lo fa amabilmente. Per parte nostra una volta che ci venga riconosciuta la paternita' del nostro impegno e delle nostre idee chiudiamo volentieri un occhio sul fatto che il premier ci ruba i brevetti...".
L'opposizione, invece, e' sulle barricate. "Un'altra volta Berlusconi si e' piegato alle richieste della Lega", dice il segretario del Pd Dario Franceschini. "I salari non si regolano per legge", sottolinea, ma vanno affidati alla contrattazione, "magari decentrata". Per il leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini "e' stata concessa alla Lega la golden share di questa maggioranza e oggi tutto ruota intorno all'iniziativa leghista". Insomma, aggiunge il Pd con il responsabile Lavoro Cesare Damiano, "le differenze salariali tra nord e sud gia' esistono per cui parlare di gabbie e' pura propaganda". Contraria a questo tipo di ipotesi e' anche l'Italia dei Valori. "La qualita' della vita - attacca il portavoce del partito Leoluca Orlando - non dipende solo dal suo costo, riferito ai generi di prima necessita', ma da un'adeguata rete di servizi e infrastrutture, di cui il sud e' carente. Per questo continuiamo a ripetere un secco no alla proposta di gabbie salariali".
07/08/2009
A cosa servira' la Rai ?
Oggi sulla vicenda Mediaset-Rai contro Sky e' intervenuto, di buon'ora, anche Sergio Zavoli, presidente della Commissione di Vigilanza, intimando alla dirigenza Rai di riaprire le trattative con Sky. Anche questo invito cadra' nel vuoto, così come quello del Capo dello Stato Giorgio Napolitano che, per tutta risposta al suo, ha ricevuto un dossier di scartoffie dal dg Rai Mauro Masi. Così come sono cadute nel vuoto le quattro regole di comportamento per i posteri del Presidente Rai Paolo Garimberti.
La verità è che la Rai verrà usata dal Capo del Governo per fare concorrenza a Murdoch a favore delle reti del Biscione. La Rai ne uscirà con le ossa rotte: milioni di euro di perdite, investimenti senza ritorno di cui la Fininvest sarà l’unica o la maggior beneficiaria, fuga di audience e di pubblicità dalle sue reti, licenziamenti, ed un graduale invecchiamento della struttura, dei palinsesti e delle tecnologie, che la renderanno nel giro di qualche anno priva di ogni capacità concorrenziale, così come la vorrebbe Mediaset. Un tracollo il cui risanamento sarà tutto a carico dello Stato e dei cittadini e di cui le reti del Presidente del Consiglio saranno le uniche beneficiarie.
Mi chiedo dove sia l’Antitrust, a cosa serva la Commissione di Vigilanza se non può arrestare il processo di sabotaggio in corso, quale sia l’utilità del CdA se per prendere decisioni di questa portata sul futuro delle emittenti pubbliche bastino Masi e la parte di CdA a nomina Pdl. Tra qualche anno, poi, i cittadini si chiederanno anche a cosa serva la Rai come brutta copia delle reti Mediaset. Vorrei che Masi presentasse in Parlamento il piano industriale e le valutazioni economiche con cui ha preso le decisioni sull’alleanza Mediaset per TivuSat e, viste le passività che sarà costretto ad esibire, mi chiedo se non sarà necessaria la sua rimozione e la discussione delle carte in un tribunale.
Certamente a settembre porterò all’attenzione del Parlamento Europeo la vicenda e, se necessario, riacquisterò una pagina della stampa estera per un nuovo appello alla comunità internazionale.
Oltre al conflitto di interessi, che da anni combattiamo e denunciamo e che il Pd ha magicamente riscoperto dopo averlo per anni garantito, è necessario estromettere la politica dalle nomine dei dirigenti del servizio pubblico, in particolare da quelle della Rai, per garantire anche allo Stato di perseguire, attraverso le sue strutture, gli interessi dei cittadini e del Paese ed un bilancio quantomeno in pareggio che non gravi sul debito pubblico.
04/08/2009
Blog CrashDown
Nucleare
04/08/2009
LA FREGATURA DEL NUCLEARE
Per le nuove centrali nucleari Italiane lo Stato non darà alcun sussidio perché la loro costruzione sarà interamente finanziata dagli operatori privati. Lo ha dichiarato qualche giorno fa il ministro Scajola a margine dell'inaugurazione del cantiere di Mochovce, in Slovacchia, dove Enel sta costruendo due unità nucleari. Peccato che sia una menzogna. Il “nuovo” nucleare costerà molto alle indebitate casse dello stato ed Enel avrà tutti gli aiuti che servono. Anzi qualcuno l’ha già avuto. Per esempio, l’aver fatto pagare alle famiglie italiane un contratto che riguarda la messa in sicurezza di materiale radioattivo di sua proprietà. Negli anni 80 la Francia, la Germania e l’Italia si accordarono per sviluppare un progetto di reattori veloci che si sarebbero alimentati con le scorie prodotte da loro stessi. Fu usato il termine di centrali autofertilizzanti.
Di quel fallimentare progetto è rimasta una vecchia centrale a Cres Melville, in Francia, dove sono anche stoccate le barre di plutonio usate durante la breve vita dell’impianto. Un terzo di quel combustibile nucleare è di Enel che nel 1998 stipula un contratto per tenerle presso la centrale. Quel contratto aveva una clausola: entro il 2007 l’Enel doveva riprendersi le barre oppure pagare perché fossero ritrattate in Francia, trasformate in rifiuti radioattivi e quindi riconsegnate. Il 30 aprile dell’anno scorso il governo Berlusconi, usando l’azienda pubblica Sogin, perfeziona quell’accordo pattuendo il ritrattamento in 170 milioni di Euro. Il contratto prevede anche un ulteriore spesa di 133 milioni per la cessione a terzi del plutonio recuperato. Le scorie rienteranno entro il 2025.
Il problema è che nel definire il perimetro degli oneri nucleari il legislatore non aveva menzionato le scorie francesi. Quelle erano parte di un accordo di Enel con Edf che non rientrava nello smantellamento del sistema nucleare italiano. Eppure a maggio del 2008 la Sogin - per conto del governo - chiede all’Autorità per l’Energia ed il Gas, che ha il compito di erogarle i fondi per lo smantellamento, i soldi per onorare quel contratto. L’Autorità eroga quei soldi (del Arg/elt 57/09) “in via provvisoria” solo perché il governo le promette di sanare la situazione a posteriori modificando il decreto ministeriale del26 gennaio 2000, cioè la legge che definisce quali sono gli oneri nucleri.
Nella sostanza: visto che il governo, maggior azionista di Enel, non vuol far pagare alla sua azienda quei soldi, li fa pagare alle famiglie italiane usando impropriamente fondi per lo smantellamento dei vecchi impianti nucleari. La legge non lo permette? Il governo sanerà la situazione a posteriori modificando a suo pro una vecchia legge. Funziona cosi la democrazia in Italia. Ma non è finita. Un’altro aiuto è arrivato solo qualche settimana fa grazie alla legge “Sviluppo” approvata dal Parlamento il 9 luglio. Con questa legge si ordina al Gestore della Rete Elettrica di immettere in rete “tassativamente” una determinata quota di energia prodotta dagli impianti nucleari “costruiti sul territorio italiano”.
Questo è possibile modificando retroattiva un legge del marzo 1999 - una consetudine ormai - che voleva favorire la produzione di energia da fonte rinnovabile. E’ infatti bastato aggiungere alla frase “fonti energetiche rinnovabili” le parole “energia nucleare prodotta sul territorio nazionale” ed il gioco è stato fatto. Inoltre con quella stessa legge le fonti rinnovabili vengono tassate indirettamente perché si costringe il produttore a pagare l’onere per la trasmissione e la distribuzione anche se la produzione e l’utilizzazione di quell’energia elettrica è sul posto. Una tassa occulta? Dire che il nucleare serve al paese è una bugia. Ed infatti nella sua ultima uscita il ministro Scaiola ha corretto il tiro. Ha detto che “sarà un’affare”. Siamo daccordo con lui. Sarà un affare. Per questo governo.
Berlusconi: "Non sono un santo spero lo capiscano a Repubblica"
MILANO - "Io non sono un santo". Con il suo amore per la battuta, il premier è tornato a parlare dello scandalo sessuale che lo coinvolge in prima persona. Durante il suo intervento alla cerimonia dell'avvio dei lavori per la Brebemi (il nuovo collegamento autostradale Brescia - Bergamo - Milano destinato a decongestionare l'A4), il premier ha scherzato con la platea e col governatore Formigoni. "Il presidente a vita della Lombardia - ha detto Berlusconi - ha usato, per descrivere il territorio, la parola antropizzato. Non è una bella parola. Ci sono un sacco di belle figliole e di imprenditori". Sono scattati gli applausi e allora Berlusconi ha proseguito: "Io non sono un santo, lo avete capito, speriamo lo capiscano anche quelli di Repubblica". Poi il premier ha aggiunto: "Il 31 dicembre 2012, data in cui è prevista il termine di costruzione della Brebemi, saremo tutti qui perché come fanno gli italiani a fare a meno di noi?"
Il Gruppo Espresso ha intanto querelato il premier per diffamazione, l'abuso d'ufficio e la violazione della disciplina in materia di market abuse.
Le intercettazioni. Una battuta che viene dopo i tentativi di smentita da parte del legale del presidente del Consiglio, e deputato, Niccolò Ghedini e le notizie lasciate filtrare dal suo staff: "Lasciamo che questa cosa, questa infamia, si spenga da sola. Io di certo non mi farò condizionare: ignoriamoli", avrebbe detto Berlusconi rientrando ad Arcore dopo un intervento al Forum del Mediterraneo, organizzato a Milano. Mentre Ghedini aveva definito le registrazioni dell'Espresso che testimoniano gli incontri fra il presidente del Consiglio e la escort Patrizia D'Addario a Palazzo Grazioli "materiale senza alcun pregio, del tutto inverosimile, e frutto di invenzione". Il legale ha anche chiesto alla magistratura di "verificare", e ha annunciato azioni legali.
Gruppo Espresso querela. Intanto, come già annunciato, il Gruppo Espresso ha depositato oggi presso il tribunale di Milano un esposto nei confronti del presidente del Consiglio Berlusconi per le dichiarazioni rese lo scorso 13 giugno. "In tale data - è scritto nella nota - Berlusconi aveva accusato il quotidiano La Repubblica di un attacco eversivo nei suoi confronti e nel contempo aveva istigato gli industriali a boicottare e interrompere gli investimenti pubblicitari".
L'ipotesi di reato prospettate dal Gruppo Espresso - prosegue la nota - "riguardano la diffamazione, l'abuso d'ufficio e la violazione della disciplina in materia di market abuse. In sede civile, l'atto di citazione riguarderà la concorrenza sleale e il boicottaggio". Le azioni legali sono state affidate agli studi dei professori Carlo Federico Grosso e Guido Rossi.
La replica. "L'ho già spiegato alla grande" come è andata, comunque "adesso vedrete". Entrando a Montecitorio per la direzione del Pdl, il premier ha risposto, premettendo di non essere ancora stato informato, a chi gli ha chiesto dell'esposto presentato dal gruppo Espresso.
Gli "attacchi personali" che sto ricevendo, ha detto ancora, "non mi toccano" perché quello che conta è "l'azione del governo": chi attacca "da cacciatore è diventato cacciato perché ha perso di credibilità e di voti". Così il premier Silvio Berlusconi nel suo intervento alla direzione del Pdl a proposito di quanto trapelato in questi giorni su alcuni giornali. Secondo il capo del governo, la "campagna" nei suoi confronti "si ritorcerà contro" chi la pratica. "Chi mi attacca - ha aggiunto Berlusconi - è perché non ha altre critiche da fare al governo".
"Queste cose - ha sottolineato - non mi feriscono, sono assolutamente convinto che gli italiani non sono degli sciocchi che qualcuno vorrebbe dipingere". Tornando a parlare delle cene a palazzo Grazioli, il Cavaliere ha aggiunto: "A casa mia non vengono solo le veline ma anche i capi di Stato e di governo. Abbiamo lasciato i telefonini a tutti perché fin quando sarò presente io non possono accadere cose ineleganti perché io sono una persona di buon gusto, di cultura e di eleganza". Il consenso del governo, avrebbe aggiunto il premier, è al 56 per cento, mentre il mio personale è al 68,2.
Berlusconi, indirettamente, ha anche affrontato il tema della qurela del Gruppo Espresso. Ho spiegato - avrebbe detto - alle imprese che non possiamo dare pubblicità a chi provoca la caduta della domanda: giornali che assumono un atteggiamento negativo rispetto alla crisi. Questo - avrebbe concluso - non è aggiotaggio.
Zappadu e le foto. "Forse le mie foto, rispetto ad un audio, contengono persone o situazioni che fanno ancora paura". Così il fotoreporter Antonello Zappadu, è tornato sui circa 5000 scatti fatti a Villa Certosa, la residenza sarda del premier Berlusconi. "Forse - ha spiegato commentando la mancata pubblicazione delle sue immagini - queste foto vanno riviste una ad una perché contengono situazioni e persone che io stesso non sono stato in grado di capire o riconoscere. Ed è quello che cercherò di fare nei prossimi mesi".
A proposito dell'organizzazione estiva delle nostre cittadine. E' uscito da qualche giorno il cartellone degli spettacoli estivi di Campofelice, niente a che vedere con il nostro !
Non voglio scrivere un lungo intervento a commento di queste immagini (Video sotto). Lascio a voi ogni considerazione. Spero che non sia un segno divino che anticipi l'arrivo di pestilenze nei nostri
confronti, anche, perchè, Cefalù non penso se ne meriti altre !
14/07/2009
Canolino gettato sotto un ponte a Salinelle
Grazie, principalmente, alla testardaggine del nostro concittadino Dario Livecchi si è potuto trarre in salvo un cucciolo di cane buttato sotto il torrente all'inizio della vecchia statale che dalla 113 porta alla contrada Salinelle, località Cefalù. Che il cane fosse vittima di un gesto malsano lo si è intuito quando i vigili del fuoco, con la collaborazione di "Dario", lo hanno tratto in salvo, infatti, l'animale oltre ad un vistoso collare presentava un laccio stretto al collo che molto probabilmente lo teneva legato ad un peso, nel tentativo di farlo annegare nel torrente. Il povero cucciolo, inoltre, presentava l'amputazione della gamba posteriore sinistra. Il malcapitato animale è stato lasciato alle cure del Livecchi che insieme al veterinario lo ha portato presso la propria abitazione nel tentativo di salvarlo da una evidente disidratazione.
11/07/2009
Cefalù arrivano i turisti: "chi sunnu lordi chisti !"
Cefalù 10 luglio 2009 Ecco in che stato si trova la nostra città a stagione estiva già avviata. Nel filmato un particolare di un tratto della via Dei Mulini invaso da erbacce da ambedue i lati. In verità tutta la città e invasa da erbacce malgrado sia partita da qualche giorno la sempre tardiva decespugliazione come se una città a vocazione turistica debba essere messa in condizioni dignitose solo quando arrivano i turisti dell'unico mese di pienone: agosto. Infatti è parere di molti operatori del settore che per la gestione della città e crisi varie il periodo di maggiore affluenza turistica cefaludese si riduca sempre di più in un'unico mese.
09/07/2009
Sporcizia abbandonata al Lavatoio Medievale
Dietro una grata una visone che sicuramente non manca di stupire i nostri, molto, pazienti ospiti estivi. Non si capisce perchè non si provveda ad impedire un tale scempio, in uno dei luoghi più frequentati di Cefalù, procedendo ad una pulizia periodica di quel luogo o applicando una rete a maglie molto strette che non permettano il passaggio di: lattine, bicchieri di carta, bottigliette, carte varie, ecc...